PISCINE INTERRATE, GUIDA COMPLETA

 

Piscina Family | 32

 

Autorizzazioni e permessi necessari per costruire una piscina

Se ti appresti a leggere questa guida è perché hai finalmente deciso di comprare una piscina interrata.

Questa breve guida è pensata per aiutarti a scegliere la tua piscina interrata e darti indicazioni su come gestirla dopo l’acquisto.

Partiamo dall’inizio. Sicuramente ti sarai domandato quali sono le autorizzazioni amministrative e i permessi necessari per costruire una piscina. Come spesso accade non esiste una risposta univoca a questa domanda, soprattutto perché, dopo la riforma del titolo V della Costituzione approvata nel 2001, questa materia non è più di competenza statale, ma spetta alle singole regioni decidere in merito.

In linea di principio, però, esistono tre titoli edilizi cui fare riferimento:

  1. Il permesso di costruire (ex concessione edilizia)
  2. La DIA
  3. La SCIA

 

Il permesso di costruire riguarda generalmente gli interventi che prevedono una nuova costruzione, una modifica urbanistica o l’ampliamento di una unità immobiliare. Se ti interessa avere informazioni più approfondite puoi leggere il dettaglio della normativa riguardante il permesso di costruire.

 

La DIA (Denuncia di Inizio Attività) è un atto amministrativo molto più immediato rispetto al permesso di costruire. A differenza di quest’ultimo viene promosso direttamente dal privato, redatto da un tecnico abilitato, e presentato in Comune. La normativa specifica che trascorsi trenta giorni dalla presentazione si può dare inizio ai lavori poiché l’eventuale silenzio della Pubblica Amministrazione viene interpretato come assenso.

 

Uno strumento ancora più rapido è la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Presentando in Comune una SCIA, infatti, non è necessario attendere i trenta giorni previsti dalla DIA ma si possono iniziare immediatamente i lavori di costruzione. Le norma prevede comunque la possibilità di verifiche in corso d’opera e la sospensione dei lavori entro 60 giorni in mancanza dei requisiti necessari.

Come avrai capito non possiamo indicarti con esattezza la procedura da seguire. Richiedere informazioni dettagliate presso l’ufficio tecnico del tuo Comune è certamente la soluzione migliore, ma adesso hai di sicuro le idee un po’ più chiare.

 

 

Quanto costa una piscina? Si pagano tasse aggiuntive?

Iniziamo subito sfatando un mito che scoraggia la maggior parte delle persone che vogliono costruire una piscina interrata: non è assolutamente vero che la presenza di una piscina trasforma automaticamente la tua umile dimora in una villa di lusso! La tua auto non si trasformerà in una Mercedes o in una Lamborghini solo perché hai scelto di farti una piscina. Se poi hai già un’auto di lusso mi fa piacere per te.

 

A tal proposito è bene riferirsi ancora una volta alla norma specifica (DM 1072/1969) per avere le idee più chiare.

Questo Decreto elenca una serie di parametri necessari a classificare un immobile come bene di lusso. In particolare, affinché la tua casa rientri nella categorie delle “super ville”, è necessario che la piscina abbia una superficie superiore agli 80 mq insieme ad altre quattro tra le caratteristiche elencate di seguito:

 

  • La superficie dell’abitazione è maggiore di 160 mq, escludendo cantine, garage e balconi,
  • La superficie complessiva di terrazze e balconi è maggiore di 65 mq,
  • L’abitazione ha una scala principale realizzata con finiture di pregio alta più di 1,70 metri,
  • Esiste una scala di servizio anche se non è prevista nei regolamenti,
  • L’abitazione ha più di un ascensore per ogni scala, o un montacarichi,
  • L’immobile ha un’altezza del piano superiore che supera i 3,3 metri,
  • L’immobile ha i soffitti decorati con stucchi dipinti a mano,
  • Almeno il 30% delle pareti della casa è rifinito con materiali di pregio,
  • Le porte d’ingresso dell’abitazione sono in legno di pregio,
  • Almeno il 50% dei pavimenti dell’abitazione è realizzato con materiali pregiati,
  • L’immobile è dotato di un campo da tennis con una superficie maggiore ai 650 mq.

 

Solo al verificarsi di queste condizioni la tua abitazione rientrerà in una differente categoria catastale e ci sarà un conseguente incremento delle tasse da pagare (ICI/IMU ed IRPEF).

Chiarito questo aspetto passiamo alla domanda per eccellenza, quella con la “D” maiuscola.  

 

Quanto costa costruire e gestire una piscina?

Meglio essere subito chiari e sinceri. Non possiamo rispondere con precisione a questa domanda, non ancora. Le variabili da tenere in considerazione sono moltissime e dipendono sostanzialmente dalle tue esigenze e dalla tua disponibilità economica. Non è come comprare un’auto di lusso di cui conosci già il prezzo, ci sono tante cose da valutare.

Nei prossimi paragrafi ci occuperemo nel dettaglio di tutte queste variabili e potrai avere un’idea più chiara della situazione. Per ora ti basti notare, ad esempio, che una piscina interrata avrà di certo un prezzo superiore rispetto ad una che non lo è, che il prezzo di una piscina cresce proporzionalmente alle dimensioni, oppure che  il numero e la qualità degli accessori hanno un’incidenza sul costo d’acquisto, e così via per tutte le altre possibili caratteristiche.

 

Possiamo però dire con certezza che se fino a qualche anno fa possedere una piscina interrata era un lusso, oggi non è più così e tutti possono acquistarne una, anche chi non possiede una Ferrari.

Sia i costi di costruzione che i costi di manutenzione sono molto più bassi che in passato. Con quello che oggi risparmi puoi comprarti un’auto nuova, magari di lusso.

L’incremento delle vendite di piscine, l’aumento della concorrenza dal lato della produzione, la varietà dei materiali di costruzione e la semplificazione legislativa, hanno fatto sì che i prezzi scendessero sensibilmente innescando un circolo virtuoso in grado di alimentare questo trend positivo.

Quindi? Cosa vogliamo dire quando parliamo di prezzi in ribasso? Non preoccuparti, proveremo a soddisfare la tua curiosità e la tua brama di numeri, ma per avere delle cifre precise contattaci e richiedici un preventivo gratuito.

Fallo dopo aver letto con attenzione questa guida, naturalmente!

Una stima molto approssimativa e generica potrebbe essere la seguente: una piscina interrata medio-piccola ha un costo di costruzione non inferiore a 13.000 euro, costo che lievita anche a 25.000 euro per una piscina medio-grande. I costi di manutenzione, invece, partono da una base minima di 400/500 euro l’anno.

 

Adesso però smettiamo di ipotizzare cifre e dedichiamoci a un’analisi seria e approfondita di tutte le caratteristiche che una piscina può avere, ma prima di passare agli aspetti tecnici, parliamo della mentalità propria che appartiene a chi decide di farsi la piscina.

 

 

Piscine interrate e auto di lusso

auto-di-lusso

auto di lusso

Una piscina è un bene di lusso? Dipende. Se è vero che i costruttori di piscine hanno ideato modelli per quasi tutte le tasche è pur vero che nell’immaginario collettivo la piscina è un bene di lusso, soprattutto quella interrata. Non puoi avere una piscina interrata se vivi in un condominio, così come sarebbe strano (eppur certo capita) parcheggiare la tua utilitaria koreana comprata usata, di fianco alla tua piscina interrata da 60 metri.

In effetti il binomio piscine interrate e auto di lusso è molto frequente. Le auto di lusso, a partire dalla Classe A Mercedes fino ad arrivare alle Ferrari e alle Lamborghini, rientrano nei desideri di tutte le persone benestanti, ed è per questo che risulta ovvio immaginare che la scelta della piscina e quella dell’auto rispondano a criteri e canoni propri del mondo del lusso.

È in sostanza una questione di mentalità. Seppure molti ormai sostengono che le piscine sono alla portata di tutti, sappiamo bene che questo ragionamento è vero a patto che si verifichino certe condizioni che, diciamola tutta, sono più frequenti nel caso tu sia benestante. In sostanza possiamo affermare che alle stesse persone a cui interessano le piscine, interessano anche le auto di lusso e viceversa e che gli appassionati di auto mercedes, bmw e audi, fino alle supercar da centinaia di migliaia di euro, apprezzano fare un tuffo in piscina, nella loro piscina.

 

 

Piscine fuori terra

Piscine fuori terra | Modello Base

Piscine fuori terra

La prima domanda da farsi quando si decide di comprare una piscina è: che tipo di piscina voglio?

Se hai finalmente deciso di abbandonare le precarie piscine gonfiabili, la prima alternativa a cui hai pensato è di sicuro una piscina fuori terra, più stabile e duratura.

Le piscine fuori terra rappresentano effettivamente la soluzione ideale per chi vuole una piscina “vera” senza preoccuparsi di spese elevate, fastidi burocratici e lavori di realizzazione molto lunghi.

 

Una piscina di questo tipo presenta una serie di vantaggi capaci di attirare le preferenze di ogni acquirente.

Partiamo col pregio più evidente: la versatilità d’impiego. L’idea di avere una piscina ad uso familiare, solo quando ti serve, da posizionare in (quasi) tutti i posti che vuoi e da rimuovere nei periodi di inutilizzo, è molto molto allettante, lo sappiamo. Trasformare questa idea in realtà costituisce il concetto base su cui si fonda la progettazione e la realizzazione delle piscine fuori terra.

 

Le operazioni di montaggio e smontaggio di solito sono piuttosto semplici, alla portata di tutti, soprattutto grazie alle recenti innovazioni tecnologiche introdotte sul mercato, con piscine fatte di elementi modulari prefabbricati da assemblare in pochi semplici passaggi. Ovviamente la complessità di queste operazioni varia al variare del materiale di cui una piscina è fatta e soprattutto delle dimensioni.

 

I materiali comunemente impiegati sono il PVC, l’acciaio zincato e il legno.

Il PVC ha il vantaggio di essere assai leggero e maneggevole ma allo stesso tempo estremamente resistente e flessibile. Se in passato solo le piscine più piccole  venivano costruite con questo materiale, oggi lo si utilizza anche per la realizzazione di strutture molto grandi.

Il montaggio richiede poche ore di lavoro, quelle necessarie per fissare la struttura di supporto al bordo perimetrale ed assicurare l’intera piscina con i paletti esterni in grado di sorreggerne il peso e garantirne l’equilibrio.

Le operazioni inverse possono essere comodamente ripetute al termine della stagione estiva al fine di conservare tutto il materiale in uno spazio relativamente piccolo, evitando quindi gli inutili ingombri.

 

Indubbiamente la piscine in PVC sono quelle che meglio si prestano a questo tipo di operazione perché le altre piscine fuori terra, sebbene possano essere anch’esse smontate e rimontate, richiedono delle competenze e delle tempistiche differenti.

 

L’acciaio zincato ha il suo punto di forza nella solidità. Una struttura realizzata in acciaio conferisce alla piscina una resistenza maggiore rispetto al PVC e può essere sottoposta a sollecitazioni differenti.

Nel caso opti per l’acciaio, devi mettere in conto la possibilità di un rivestimento esterno. Sebbene non sia necessario ai fini della tenuta, il rivestimento si fa preferire per una mera questione estetica. Scegliendo questa strada puoi personalizzare la tua piscina rendendola unica.

 

Una struttura che non difetta sicuramente in quanto a valore estetico è quella in legno. Da sempre questo materiale è preferito dalle persone più esigenti, che intendono la piscina fuori terra quasi come una piscina interrata, preferiscono cioè una struttura molto bella da lasciare in pianta stabile nel proprio giardino.

Talvolta una piscina fuori terra può essere paragonabile per eleganza e design alle più impegnative piscine interrate, ricordando nei colori e nell’atmosfera, gli interni di certe auto di lusso.

 

I punti deboli di questa tipologia sono identificabili con il prezzo non certo economico e la necessità di manutenzione costante. Il legno infatti, soprattutto se esposto all’azione deteriorante degli agenti atmosferici, deve subire trattamenti specifici, con cadenza almeno annuale, che ne preservino splendore e lucentezza.

Per avere un’idea più chiara dai un’occhiata a questi modelli di piscine fuori terra.

 

 

Piscine seminterrate

Piscine seminterrate

 

Una soluzione ibrida è costituita dalle piscine seminterrate. Queste sono una via di mezzo tra le piscine fuori terra e le classiche interrate poiché prevedono una struttura inserita solo parzialmente nel terreno.

 

Questa opzione presenta una serie di vantaggi considerevoli per chi voglia realizzare una piscina nel proprio giardino.

 

Il primo e più evidente punto di forza si riscontra nella facilità di costruzione. Considera che in fase realizzativa molto probabilmente non avrai bisogno di nessuna autorizzazione o permesso particolare, perché l’installazione non prevede alcuna opera muraria. È bene comunque accertarsi in merito a questo aspetto presso gli uffici comunali, in quanto come abbiamo spiegato in precedenza, la normativa di riferimento è diversa per le singole regioni.

 

Lo scavo necessario per l’ubicazione non è molto profondo e non viene fatto a mezzo di gru, il che comporta una drastica riduzione dei tempi di preparazione del terreno rispetto alle piscine interrate. Inoltre non si usa il cemento per la costruzione di una vasca di contenimento interna, ma si preferiscono materiali meno “impegnativi” come l’acciaio, la resina o il poliestere.

Quando parliamo di facilità di costruzione ci riferiamo anche alla possibilità per queste piscine di essere installate su qualsiasi tipologia di terreno. Non preoccuparti dunque se il tuo giardino è leggermente in pendenza o se ci sono dei piccoli dislivelli, poiché le strutture modulari, poggiate su un battuto di calcestruzzo o ghiaia, ne seguiranno l’andamento e si adatteranno alla perfezione ad esso. La piscina seminterrata si adatta al tuo giardino come un’auto di lusso fa con il vento.

 

Tra i vantaggi va classificato anche il costo di una piscina seminterrata. Il prezzo, certamente non economico come può essere per un modello fuori terra, non raggiunge comunque i budget più elevati da mettere in cantiere per una piscina interrata.

Se poi al costo più basso associamo una spiccata eleganza ed un’estetica paragonabile ai modelli interrati, potrai capire perché molte persone preferiscono orientarsi verso questa soluzione.

 

Tra gli svantaggi bisogna invece sottolineare come la struttura, per quanto affidabile e resistente (soprattutto quella in acciaio) non può avere una solidità ed una durata nel tempo paragonabile a quelle realizzate in cemento.

 

Per avere un quadro completo della situazione e compiere una scelta consapevole dobbiamo però completare l’analisi con un’approfondita descrizione delle piscine per eccellenza, quelle interrate.

 

 

Piscina interrata, nuova o usata?

Su questo punto vogliamo sbilanciarci in maniera netta e decisa. Una piscina interrata usata non è come un’auto di lusso usata, andrebbe evitata senza alcun dubbio.

 

Le piscine interrate, quando non sono costruite in cemento, possono avere delle vasche di contenimento in acciaio, in vetroresina o altri materiali, come vedremo più avanti. A prescindere da quale sia il materiale di costruzione ti consigliamo di pensarci bene prima di acquistare una piscina usata. I motivi di questo suggerimento sono piuttosto ovvi.

Tanto per cominciare tieni presente che una struttura usata, per sua stessa natura, ha subìto le ingiurie del tempo che ne hanno causato un deterioramento. Lo stato di conservazione può essere più o meno buono, ma certamente non paragonabile ad una piscina appena costruita.

 

In ogni caso l’usura dovuta all’utilizzo e al passare degli anni potrebbe essere il problema minore. Quel che incide ancora di più sul nostro giudizio negativo è l’ovvia necessità di procedere alle operazioni di smontaggio e rimontaggio. Per quanto questa operazione possa essere eseguita da persone esperte le sollecitazioni subite dai pannelli perimetrali (o dalla struttura intera, se ti tratta di un monoblocco) non possono non inficiarne la resistenza e la solidità.

 

Questo forte scetticismo nei confronti delle piscine usate è legato alla natura e alla delicatezza delle piscine stesse. Una piccola lesione, una spaccatura impercettibile, nel caso di  una piscina, diventano problemi enormi e comportano la necessità di interventi di manutenzione straordinari e molto costosi.

 

In definitiva la nostra opinione in merito è questa: se hai necessità di risparmiare o un budget non troppo elevato, prima di decidere per una piscina interrata usata,  pensa alla possibilità di comprare una piscina seminterrata o dai un’occhiata alle nostre offerte, potresti trovare proprio quello che cerchi.

 

 

Piscina fai da te in 9 mosse

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piscina fai da te

Sei un tipo abile nel “fai da te”? Hai spirito di iniziativa, tempo libero e molta pazienza? Se è così potresti pensare di non affidarti a degli esperti per l’installazione della tua piscina e lavorare in autonomia.

Diciamo che hai speso tutti i soldi per comprare l’auto di lusso dei tuoi sogni e ora hai un budget risicato per la piscina. Costruire una piscina da soli è un’impresa piuttosto complicata ma non impossibile. Oltre a una buona dose di forza di volontà, occorrono: un progetto chiaro e dettagliato, competenze tecniche piuttosto avanzate, la disponibilità di mezzi e attrezzature, un kit di montaggio specifico per il materiale scelto e le autorizzazioni necessarie rilasciate dal comune di residenza.

 

Dopo aver messo insieme questi elementi puoi passare alla fase operativa in cui dovrai lavorare sodo per trasformare le tue idee in realtà tangibile. Non sogni, ma solide realtà.

Vediamo insieme un elenco delle principali operazioni che si possono susseguire quando ci si appresta a costruire una piscina interrata.

 

  1. La prima cosa da fare per evitare brutte sorprese a lavori in corso consiste nel recarsi presso gli uffici comunali, informarsi ed eventualmente farsi rilasciare tutti i permessi necessari per poter avviare le operazioni. Abbiamo volutamente sottolineato per l’ennesima volta l’importanza di questo passaggio preliminare, pur correndo il rischio di risultare ripetitivi.
  2. Scegliere il luogo dove posizionare la piscina. La scelta deve essere dettata da considerazioni legate alle componenti atmosferiche e alle componenti logistiche. Ad esempio sarebbe opportuno individuare una collocazione esposta al sole e allo stesso tempo protetta dal vento. Ancor più importante, però, è la valutazione del terreno sottostante. Il terreno in cui si andrà ad installare la piscina deve obbligatoriamente essere solido e compatto, per evitare l’eventualità di smottamenti e lesioni alla struttura. Infine non bisogna trascurare la disponibilità di spazi circostanti (in cui ubicare le sdraio ad esempio) e la distanza dagli alberi, per impedire che la caduta di foglie o altre impurità possa sporcare l’acqua di frequente.
  3. Una volta scelto il luogo ideale puoi passare allo scavo. Quando scavi calcola uno spazio perimetrale più ampio rispetto alle dimensioni della piscina (almeno 50 cm in più) per poter lavorare senza intoppi. Allo stesso modo considera che la profondità deve essere superiore rispetto all’altezza finale prevista. Questo perché va costruita una base in cemento armato, definita soletta, sulla quale ergere la struttura evitando dislivelli.
  4. Anche le pareti laterali devono essere realizzate in cemento armato. L’altezza delle stesse deve corrispondere a quella delle lamiere della piscina.
  5. Dopo aver ultimato la struttura portante in cemento (quindi sia la base che le pareti esterne) potrai passare al montaggio dei profili base metallici. Essi devono corrispondere perfettamente al perimetro della piscina.
  6. Sui profili di base si può successivamente iniziare a fissare la lamiera. I fogli di lamiera vanno srotolati e inseriti nel profilo, facendo attenzione a lasciare le sezioni previste per le bocchette e gli skimmer nella parte superiore. Dopo aver finito di alloggiare i fogli di lamiera devi congiungerne le estremità.
  7. Il punto sette è particolarmente importante e delicato, poiché riguarda il fissaggio del liner, ovvero una tasca impermeabile ancorata alle pareti e al fondo della vasca. Il liner deve essere leggermente più piccolo rispetto alla struttura della piscina, così da poter essere dilatato e agganciato ai bordi senza correre il rischio di lasciare pieghe.
  8. Sperando che tutto fino a questo momento sia andato per il verso giusto, puoi passare alla verifica pratica. È infatti giunto il momento di riempire la vasca. Prima che la piscina sia colma d’acqua non dimenticare di fissare i tubi dell’impianto di filtraggio alle apposite bocchette.
  9. Ci siamo quasi. Non ti resta che riempire le pareti esterne della piscina (quello spazio di circa 50 cm lasciato libero all’inizio, ricordi?). In questo caso va usato del calcestruzzo magro per le operazioni di riempimento.

 

Prima di passare al paragrafo successivo ci sembra doveroso chiarire che questo breve elenco per punti descrive solo le operazioni basilari e necessarie per la costruzione “fai da te” di una piscina, non può essere considerata come una guida esaustiva e completa. Nel caso tu voglia percorrere questa strada in maniera concreta, non lesinare la ricerca di informazioni più approfondite da mettere in pratica con le tue competenze.

 

 

Dimensioni di una piscina

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dimensioni piscina

Ebbene si, vuoi sentirtelo dire ancora una volta: le dimensioni non contano! La tua piscina potrà essere ugualmente bella e fruibile a prescindere dalla grandezza che sceglierai o dovrai scegliere.

 

Certo, se stai organizzando i giochi olimpici avrai bisogno di una vasca lunga 50 metri e larga 25, ma semplicemente perché queste sono le dimensioni regolamentari di una piscina olimpionica.

Se invece stiamo parlando del tuo giardino ti possiamo garantire che le nostre vasche sapranno soddisfare al meglio ogni tua esigenza, impreziosendolo con originalità e stile.

 

Consigliare la dimensione ideale per una piscina è impresa assai ardua, in quanto sono troppi i fattori esogeni che possono condizionarne la scelta.

Innanzitutto va preso in considerazione lo spazio in cui la piscina deve essere installata, tenendo presente che il perimetro ideale deve essere più grande di almeno 1,5 m rispetto a quello della piscina, per consentire un camminamento e un solarium comodi. Altrimenti dove parcheggerai la tua auto di lusso?

 

Per poter scegliere le dimensioni ottimali bisogna anche decidere, almeno in maniera approssimativa, quale sarà l’utilizzo prevalente della piscina. Se la si vuole costruire per attività ludiche, per far giocare e divertire i bambini, o semplicemente per godersi dei momenti di relax, ovviamente sarà diversa rispetto ad una struttura pensata per nuotare, anche se a livello amatoriale.

Nel primo caso ad esempio, si può prendere in considerazione anche una vasca di 5×7 metri; qualora si voglia nuotare, invece, la lunghezza non dovrebbe essere inferiore ai 13/15 metri.

 

Le tipologie di utilizzo condizionano anche la scelta della profondità. Tornando al discorso dei bambini (o del relax) non è consigliabile scendere al di sotto di un metro e mezzo di profondità, per consentire di poggiare comodamente i piedi sul fondo senza alcuno sforzo per restare a galla.

Le dimensioni di una piscina toccano in maniera latente anche l’argomento spese di gestione in merito al riscaldamento, discorso che approfondiremo più avanti.

 

Inutile dire che se disponi di uno spazio molto ampio e non hai particolari problemi di budget puoi pensare a una piscina dalle dimensioni piuttosto grandi, che sia progettata e realizzata prevedendo un dislivello all’interno della vasca, con una profondità crescente man mano che si passa da un bordo all’altro. In questo modo potrebbe essere soddisfatta ogni esigenza senza precludere nessuna possibilità di utilizzo futuro.

 

 

La forma

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Una piscina dalla forma strana

Per definire la forma migliore per una piscina ancora una volta ci viene in aiuto il tuo giardino, o per meglio dire i tuoi spazi, in quanto anche questa peculiarità è molto condizionata dal luogo in cui la piscina dovrà essere installata.

 

In linea di principio le possibili scelte inerenti la forma sono 3:

 

  • piscine dalla forma regolare (rettangolari, quadrate, triangolari, al “L” ecc.)

 

  • piscine circolari o ellittiche, quindi dalle linee curve

 

  • piscine dalla forma libera o irregolare

 

Le prime sono certamente le più diffuse sul mercato. Sono perfette nel caso in cui si disponga di aree estese e si decida di realizzare una piscina nella quale poter nuotare ottimizzando gli spazi disponibili. I vantaggi però non finiscono qui.

Queste strutture sono consigliate per la loro economicità, sia in fase di costruzione sia in fase di manutenzione (la manutenzione risulta essere più rapida ed efficace, anche per l’utilizzo non problematico degli apparecchi di pulizia).

 

L’acquisto e l’installazione di una copertura per il periodo invernale è più semplice e conveniente, poiché la forma standardizzata consente l’adattabilità di strutture non realizzate ad hoc. Quando avrai ricoperto la piscina, probabilmente ti verrà in mente qualcosa di simile per la tua auto di lusso, a meno che affianco alla piscina non ci sia già un garage.

Da non trascurare anche una migliore circolazione dell’acqua all’interno della vasca.

Se proprio non dovesse piacerti una piscina dalla forma troppo regolare potresti pensare di modificare il perimetro lasciando comunque delle linee rette, così da preservare i vantaggi appena descritti. Questa piscina design potrebbe essere un’idea.

 

Le linee curve che caratterizzano le piscine circolari o ellittiche conferiscono un tocco di modernità ed eleganza, per questo motivo sono molto diffuse nel settore alberghiero, dei centri relax e delle spa. Altro indiscutibile pregio delle piscine realizzate rispettando questi canoni è la distribuzione uniforme della pressione dell’acqua lungo l’intero perimetro della struttura, il che è molto positivo per la tenuta generale.

 

Arriviamo quindi a parlare delle forme irregolari, le cosiddette forme libere. Queste sono perfette quando lo spazio disponibile non è molto agevole e deve essere ricavato in una zona particolare. La moderne tecniche di costruzione consentono la realizzazione delle forme più disparate senza grossi problemi.

Inoltre è da tenere in considerazione anche il vantaggio in quanto a personalizzazione della piscina. Se infatti gradisci un particolare effetto estetico o addirittura hai un’idea dettagliata di come vorresti che fosse la tua piscina beh, non preoccuparti, quasi tutte le richieste sono realizzabili.

 

Guarda questi progetti particolari ideati per i villaggi turistici Baia Calavà e Donnalucata.

 

 

I materiali per la struttura

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materiali per la struttura

Abbiamo già accennato alla possibilità di realizzare la struttura della tua futura piscina in diversi materiali, andiamo ora a vedere concretamente quali sono le possibili alternative tra cui scegliere.

 

Il materiale da sempre più utilizzato è il cemento armato, che consente di adattare la costruzione alle più svariate esigenze. Non esistono progetti immodificabili quando si parla di cemento armato, ma il progetto può essere plasmato rispetto alle tue necessità.

Le fasi iniziali di realizzazione sono molto simili a quelle che abbiamo elencato parlando della piscina “fai date”, quindi bisogna innanzitutto livellare il terreno e prepararlo per il getto della base, in un secondo momento si armano e si gettano le pareti esterne. Ultimata la vasca si va quindi ad intonacarla con un particolare intonaco impermeabilizzante, su cui applicare il successivo rivestimento.

Se da un lato vanno quindi  esaltate la consistenza strutturale e la versatilità, dall’altro non si può non tener conto del costo più elevato.

 

Un po’ più economici del cemento armato gettato con i metodi tradizionali sono i pannelli in cemento armato prefabbricato, ovvero dei pannelli necessari a formare la casseratura portante della piscina. Tali pannelli, vuoti internamente, sono fissati alla base mediante i ferri di ripresa e successivamente riempiti con del calcestruzzo. Anche in questa configurazione la piscina si presenta molto statica e solida, sebbene in misura minore rispetto al classico cemento armato.

Pannelli di questo tipo possono essere realizzati, oltre che in cemento armato, anche in materiali plastici. Ad esempio un’alternativa valida e performante è rappresentata dal polistirolo.

 

Tra le alternative semiprefabbricate esistono anche altri tipi di soluzioni tra cui scegliere. In particolare ci riferiamo a quelle che prevedono pareti esterne in metallo (acciaio inox, alluminio o acciaio galvanizzato). Le pareti possono avere forma e dimensione variabile per adattarsi alla conformazione esatta della piscina. Il sistema di montaggio è sostanzialmente identico a quello appena descritto per i pannelli in cemento armato, poiché anche in questo caso le pareti devono essere obbligatoriamente fissate ad una base di calcestruzzo armato.

Una variante tra i metalli è l’acciaio bi-plastificato. Anch’esso, montato in pannelli, va ancorato alla piattaforma sottostante prima di essere interrato ai lati con ghiaia e sabbia. Questa tipologia di acciaio è fatta di una lega speciale anticorrosione e rinforzato grazie a un rivestimento ulteriore con un microfilm in polimeri. Questo rivestimento ricorda quelli utilizzati per i telai di alcuni tipi di auto di lusso.

 

Veniamo quindi alla resine sintetiche. Sempre più diffuse e utilizzate sono preferite all’acciaio e al cemento per una serie di motivi. Innanzitutto la leggerezza, che li rende più maneggevoli, facili da trasportare e da posizionare sulla base. In secondo luogo la semplicità di montaggio: basti pensare che per poter assemblare dei pannelli in resina non servono neppure viti e bulloni, perché nella maggior parte dei casi essi presentano incastri autobloccanti che si fissano in automatico all’atto dell’inserimento.

 

Una differenza ancor più marcata si palesa analizzando i modelli di piscine prefabbricate monoblocco. La vasca in questo caso è fatta di vetroresina o acrilico, materiali estremamente leggeri oltre che resistenti.

L’intero blocco (che talvolta può essere diviso in due sezioni) viene preparato in stampi e trasportato a destinazione su camion. Questo aspetto non è trascurabile perché evidenzia il principale problema che deve affrontare chi sceglie questa soluzione: la piscina non può avere dimensioni molto grandi, per evitare impossibilità o costi troppo elevati di trasporto.

 

Al contrario delle dimensioni, la forma è invece piuttosto personalizzabile e le operazioni di montaggio sono davvero agevoli se paragonate a quelle descritte in precedenza. La sola (ma importantissima) accortezza da avere riguarda la piattaforma di base, che deve essere realizzata su un terreno perfettamente stabile e livellato alla perfezione. Eventuali cedimenti potrebbero generare danni irreversibili alla vasca.

 

In definitiva possiamo osservare come tutti i metodi di costruzione che sfruttano le strutture prefabbricate o semi prefabbricate abbiano il vantaggio di ridurre tempi e costi per il completamento dei lavori, oltre a eliminare quasi totalmente la necessità di lavori edili.

 

 

Rivestimento interno della vasca

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Rivestimento interno vasca

Il rivestimento è un aspetto da non trascurare quando si realizza una piscina, non fosse altro che per la sua funzione impermeabilizzante, oltre che per l’evidente impatto estetico. Non curarsi troppo del rivestimento interno sarebbe come scegliere un’auto di lusso con i sedili foderati in plastica.

 

Il materiale  più usato per i rivestimenti, del quale avrai letto e sentito parlare mille volte, è il PVC. Un telo fatto con questo materiale può essere sia in un unico pezzo, sia in più fogli di dimensioni ridotte, da saldare durante il montaggio.

Quando il rivestimento è monoblocco devono essere accuratamente riprodotte le misure della vasca. Nel secondo caso, invece, i vari fogli vengono posizionati e termosaldati durante i lavori di costruzione, il che serve ad aumentarne la resistenza e la durata.

Anche lo spessore del telo ne identifica la qualità, così come la possibilità che lo stesso sia armato oppure no. In generale tutti i rivestimenti in PVC sono molto elastici, lisci e morbidi al tatto.

Inoltre un telo fatto con questo materiale è bene che subisca degli appositi trattamenti durante la caladratura necessari a prevenire la formazione di batteri, alghe e microorganismi. Tali trattamenti consistono sostanzialmente nell’inserimento di agenti battericidi e antimuffa nei singoli fogli, e sono fondamentali perché aumentano la durata del telo oltre a facilitare le operazioni di pulizia ordinarie.

 

Per essere veramente di qualità eccelsa un telo in PVC dovrebbe anche essere sottoposto a prove di resistenza specifiche, in particolare resistenza alle macchie, all’abrasione, ai raggi U.V. e ai graffi.

 

Un’alternativa ancora più economica rispetto al PVC sono le vernici (o smalti) di resina a base vinilica o di clorocaucciù. Considera però che il risparmio iniziale sarà con ogni probabilità controbilanciato dalla frequente manutenzione richiesta, nonché dalla necessità di rimuovere a fuoco l’intero manto e rifarlo daccapo dopo circa 6 anni.

 

Quando si costruisce una piscina interrata per il rivestimento si scelgono di frequente le piastrelle di ceramica smaltata.

In questo caso ci addentriamo tra alternative qualitativamente più valide e leggermente più costose. Il prezzo di un rivestimento fatto interamente in piastrelle è direttamente proporzionale alle dimensioni della vasca, ma a parità di dimensioni supera senz’altro quello del PVC e delle vernici.

La ceramica è però resistente ai graffi, agli urti e allo sgretolamento, oltre ad avere notevoli proprietà antigelive. Inoltre le piastrelle possono essere dipinte nei modi più disparati, o colorante a piacimento, quindi potrai dare libero sfogo alla tua fantasia.  

 

L’ultima soluzione che prendiamo in esame in tema di rivestimento è il mosaico vetroso. In questo caso stiamo parlando del top della qualità attualmente reperibile sul mercato, sia per possibilità di personalizzazione, sia per le proprietà chimico-fisiche di questo materiale.

Le dimensioni ristrette delle singole tessere agevolano la posa in opera, consentendo di raggiungere anche i punti più impervi con precisione, e permettono la creazione di disegni assai complessi e originali.

 

 

Le differenti scale di accesso

scale-accesso-piscina

scale d’accesso in piscina

Le scale di accesso sono pensate per agevolare l’ingresso in acqua graduale dei bagnanti, senza correre rischi di caduta o scivolamento e senza doversi obbligatoriamente tuffare. Come per le auto di lusso, non esistono dettagli di poco conto, ma tutto deve avere la giusta attenzione.

Una scala si rende dunque necessaria per ogni tipo di piscina, sia essa fuori terra, seminterrata o interrata.

 

Nel caso delle piscine fuori terra le possibili varianti non sono molte, poiché la scaletta deve senza dubbio avere una parte che poggia sul terreno circostante ed una parte immersa in acqua. Le diverse strutture quindi, non differiscono molto le une dalle altre se non per il materiale di costruzione.

Tra le opzioni disponibili troverai scalette in metallo (alluminio e acciaio inox) e plastica. Le prime sono di gran lunga preferibili alle seconde per resistenza e  possibile durata nel tempo. Quelle in plastica sono più economiche ma continuamente a rischio rottura.

 

Il discorso si amplia e muta radicalmente se devi scegliere una scala per piscine seminterrate o interrate.

Anche in questo caso si può ricorrere alla classica scaletta, soprattutto se si tratta di una piscina ad uso sportivo (in cui generalmente è l’unica soluzione presente di discesa assistita in acqua). La scaletta viene installata nella arte più profonda e, oltre alla variante in acciaio, può essere costruita insieme alla struttura della vasca, prevedendo dei piccoli scalini scavati nella parete laterale.

 

Se però, come crediamo, stai leggendo questa guida per capire di più sulle piscine private, non puoi non tener conto delle scale sommerse e delle loro splendide varianti.

I gradini sono sempre realizzati in materiale antiscivolo, mentre il corrimano è fatto in acciaio. Ricorda che il primo obiettivo di una scala è garantire la stabilità e la sicurezza della discesa in acqua.

In fase progettuale, inoltre, si deve decidere se la scala deve essere in muratura o prefabbricata in acciaio inox (rivestito con PVC). La seconda soluzione offre maggiori opportunità di risparmio ma la scala deve essere costruita rispettando rigidi parametri di solidità, indispensabili per una struttura destinata a sorreggere sia il peso umano che la pressione dell’acqua.

 

La scala prefabbricata in acciaio si adatta benissimo a tutte le tipologie e forme di piscine, poiché viene costruita ad hoc a seconda delle esigenze.

Essa può anche essere ideata in maniera tale da riprodurre le forme più classiche che di solito si scelgono per una piscina in muratura: la scala romana e la scala recessa.

 

La scala romana si caratterizza per gradoni sommersi, lunghi quanto l’intero lato della vasca. Essa non prevede l’installazione di un corrimano data la lunghezza e la comodità degli scalini. Questi ultimi possono essere anche usati per sedersi e sostare in una condizione di semi immersione, soprattutto qualora si prevedessero delle bocchette per l’idromassaggio nella stessa zona della vasca.  

 

Molto simile alla scala romana è la scala recessa. Se le caratteristiche funzionali sono praticamente identiche, la differenza sostanziale riguarda l’ubicazione e la lunghezza degli scalini. La scala recessa, infatti, viene ricavata in una zona “esterna” rispetto alla grandezza della piscina, una piccola conca dedicata alla discesa, che permetta di non perdere spazi nelle dimensioni della vasca.

 

 

Sistema di ricircolo dell’acqua: sfioro o skimmer?

ricircolo-acqua

sistema di ricircolo dell’acqua

Quando parliamo di piscina a sfioro o skimmer la prima cosa a cui si pensa, naturalmente, è l’effetto estetico risultante da questa scelta.

In effetti la differenza tra le due soluzioni è notevole, a maggior ragione se consideriamo anche le varianti di ultima generazione che impreziosiscono ulteriormente la piscina (in particolare lo sfioro infinito).

 

Di pari passo alla bellezza dobbiamo però far luce sulla differenza sostanziale fra lo skimmer e la sfioro, ovvero il meccanismo di ricircolo dell’acqua che non è proprio la stessa cosa del ricircolo dell’aria delle auto di lusso o normali che siano.

 

Gli skimmer altro non sono che delle bocchette, delle aperture, presenti lungo il perimetro della vasca, circa 10-15 cm al di sotto del bordo.

La loro funzione è quella di aspirare l’acqua con tutte le impurità presenti al suo interno e, attraverso un circuito idraulico, inviarla al filtro a sabbia. Una volta ripulita e disinfettata la stessa acqua viene immessa nuovamente nella piscina per mezzo delle bocchette di mandata. Durante il tragitto del circuito di filtrazione, prima dell’arrivo all’interno del filtro, di solito le impurità più grandi sono raccolte in un apposito cestello prima di essere eliminate definitivamente.

 

Il sistema a skimmer necessita che i vani di aspirazione siano numerosi e posizionati nei punti giusti, onde evitare che ci siano delle zone morte in cui l’acqua possa ristagnare. Inoltre esiste il rischio concreto che la sporcizia di dimensioni maggiori, come le foglie, impieghi più tempo per essere espulsa del tutto dalla vasca.

 

Anche se spiegato in questo modo potrebbe sembrare complesso, ti possiamo garantire che il meccanismo di funzionamento è piuttosto semplice. Forse questa immagine può aiutarti a capire meglio. 

filtrazione-piscina

filtrazione piscina

 

Vediamo adesso quali sono le caratteristiche del sistema a sfioro.

In questo caso il livello dell’acqua non si ferma al di sotto del bordo, ma sfiora (da qui il nome) l’intero perimetro della piscina.

Nel momento in cui un persona (o un corpo di qualsiasi tipo) si immerge nell’acqua, va ad aumentarne il volume, causando la tracimazione del liquido in eccesso all’interno del canale perimetrale attraverso delle griglie calpestabili (realizzate in plastica, in pietra o in legno di ipè)

L’acqua viene così condotta tramite le apposite tubazioni in una vasca di compenso, quello che potremmo definire come il vero cuore del sistema a sfioro.

 

Nella vasca di compenso l’acqua viene purificata e disinfettata con trattamenti appositi, pronta per essere reinviata in vasca tramite le apposite bocchette di immissione.

La particolarità della vasca di compenso consiste nel fatto che attraverso di essa si riesce a gestire il livello di acqua presente in piscina, raccogliendo quella in eccesso e “compensandone” la mancanza all’occorrenza, così da riuscire a far coincidere costantemente il volume di acqua con l’altezza del bordo.

 

Il sistema a sfioro è più costoso rispetto allo skimmer, ma il surplus di prezzo riflette la differenza qualitativa in termini di pulizia.

In questo caso la sporcizia viene infatti eliminata in maniera più rapida e approfondita, non fosse altro che per la tendenza delle impurità a depositarsi sulla superficie dell’acqua, e ad essere quindi immediatamente inviate nelle apposite griglie perimetrali.

 

 

Prima di parlare dell’argomento successivo ci sembra doveroso spendere ancora una parola sulle differenze estetiche tra gli skimmer e lo sfioro.

Le piscine costruite con il primo sistema, infatti, tendono a presentare nel corso degli anni una fastidiosa linea di scolorimento (per non dire di peggio) in corrispondenza del livello dell’acqua.

Lo sfioro invece, oltre ad agevolare la preservazione dell’igiene, tende a valorizzare i giochi di luce riflessi sulla superficie e ad amplificare la percezione delle dimensioni della vasca, facendola sembrare più grande.

 

Una vera perla di bellezza, paragonabile alla linea sinuosa di un’auto di lusso è lo sfioro infinito, ovvero uno sfioro con il quale l’acqua sembra perdersi cadendo nel nulla. Questo modello elegance può farti comprendere ed apprezzare appieno l’effetto descritto.

 

 

Locale per gli impianti

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locali per impianti

Dopo aver visto quale può essere la complessità e soprattutto l’importanza degli impianti appena analizzati, sembra palese come sia altrettanto essenziale prevedere la presenza di un apposito locale dove alloggiarli.

 

Il locale deve essere abbastanza grande da permettere eventuali manutenzioni degli impianti, siano essi componenti del sistema elettrico o di quello di filtraggio, oltre che areato e asciutto per preservare l’integrità di tutti gli strumenti.

 

Considerando che l’ubicazione ideale si trova ad una profondità maggiore rispetto a quella della vasca si possono immaginare diverse soluzioni per la sua realizzazione.

Nel caso in cui hai la fortuna di disporre di una cantina, un seminterrato o un garage abbastanza vicino alla piscina (tra i 5 e i 10 metri) potresti pensare di dedicare una parte di queste stanze alla collocazione di tutti gli impianti, così da risparmiare notevolmente.

 

Nella maggior parte dei casi tale eventualità purtroppo non si verifica. Di conseguenza le strade percorribili sono due:

 

  1. Scavare un vano in cemento armato in concomitanza agli scavi per la piscina e prevedere l’accesso tramite botola ad esempio.

 

  1. Interrare un pozzetto, cioè un contenitore in vetroresina, e dotarlo di un impianto di aerazione oltre che di un comodo punto di accesso.

 

 

Bordi perimetrali e pavimentazioni esterne

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bordi perimetrali piscina

Il bordo assolve ad una serie di funzioni, per la corretta fruibilità della tua struttura, che non devono essere sottovalutate.

 

Se la piscina è a sfioro con ogni probabilità non avrai un vero e proprio bordo perimetrale, in questo caso alle estremità della vasca sarà collocata la griglia destinata a raccogliere le acque da ripulire.

Se invece sceglierai gli skimmer la funzione del bordo assume connotati di importanza notevoli.

In particolare esso serve a evitare che le acque piovane finiscano all’interno della vasca trasportando con se tutta la sporcizia raccolta. In questo caso il bordo sarà alto 2-3 cm, con una forma arrotondata, senza spigoli, e di un colore ben visibile (di solito bianco) per evitare di inciampare.

 

Adottando una simile soluzione avrai il vantaggio di ridurre i costi di pulizia e manutenzione, impedendo un sovraccarico di stress al sistema di filtraggio e l’accumulo di sostanze impure nella vasca, così da agevolare anche il lavoro dei robot pulitori.

 

Se invece per ragioni estetiche dovessi prediligere un bordo che sia un tutt’uno con il pavimento, quindi non rialzato, non potrai godere dei vantaggi di protezione che abbiamo appena descritto ma dovrai ugualmente fare attenzione alla scelta delle caratteristiche realizzative.

In particolare il bordo perimetrale può essere fatto con diversi materiali ma di solito si predilige la pietra naturale ricostruita che, sottoposta alle opportune lavorazioni, può essere antiscivolo (caratteristica assolutamente indispensabile trattandosi di una piscina, luogo in cui spesso si cammina con i piedi bagnati), atermica, antisdrucciolo, resistente ai raggi ultra violetti e alle gelate invernali.

 

I consigli appena elencati, concernenti la scelta del bordo, possono essere in gran parte riproposti parlando di pavimentazione.

Il pavimento intorno ad una piscina è un luogo in cui si consumano nella stessa misura relax e svago, camminate e corse (soprattutto se ci sono dei bambini in casa); quindi è indispensabile che in questo contesto la parola d’ordine sia sicurezza.

Il pavimento, dunque, deve innanzitutto essere antiscivolo. Preferibilmente cerca di orientarti anche in questo caso su un materiale atermico, che quindi non scotti d’estate così come non tenda a spaccarsi nel periodo invernale. Deve inoltre essere resistente al cloro e agli altri prodotti usati per la pulizia della piscina. Il pavimento ideale dev’essere quindi resistente a qualunque agente esterno. Devi poter parcheggiare anche la tua auto di lusso a bordo piscina.

 

Il colore è molto soggettivo e dipende dal contesto circostante, dallo stile che hai scelto, ma in linea di principio orientarsi sui colori più chiari non è mai una cattiva soluzione, perché donano luminosità senza riflettere la luce solare.

 

Come per il bordo perimetrale la pietra naturale ricostruita è probabilmente il top tra i materiali di costruzione, poiché racchiude tutte le caratteristiche funzionali che esaltano l’usabilità del pavimento. Il costo non è economico ma i vantaggi di questa scelta sono destinati a durare nel tempo.

Altra soluzione accettabile è il legno teak, molto elegante ma anche molto delicato. Un pavimento in legno ha bisogno di manutenzione costante e deve poter essere smontato durante la stagione invernale per evitare la prolungata esposizione alle intemperie.

 

Un’ultima raccomandazione relativa alla pavimentazione. Potrebbe sembrare un consiglio banale, scontato, ma presta la massima attenzione alle pendenze.

Queste devono essere orientate verso l’esterno della piscina, perché se così non fosse anche il migliore bordo perimetrale non servirebbe a evitare lo scivolamento delle acque piovane in vasca.

 

 

Sistemi di copertura

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sistemi di copertura

Partiamo da un dato di fatto. Una forma di copertura è indispensabile per qualsiasi piscina interrata e preferibile anche per le altre tipologie di piscine.

Le coperture possono essere di diverso tipo e anche di diversa occasione d’uso.

 

Esistono quelle estive, più semplici e immediate, da usare durante la notte per preservare il calore accumulato dall’acqua nelle ore diurne. Di solito sono realizzate con un telo in polietilene isotermico della stessa dimensione della piscina, con gli occhielli laterali per il fissaggio ai bordi. Lo stesso materiale è usato per i teli di copertura delle auto di lusso. Questo telo viene steso a mano sull’acqua in maniera agevole al termine della giornata.

 

Ben più complesse sono invece le coperture invernali, anche a causa della loro funzione di protezione della piscina durante la stagione più fredda. Questa coperture possono avere caratteristiche tecniche più o meno articolate, che ora vedremo nel dettaglio.

La più semplice è un telo in PVC a tenuta termica, sulla falsa riga di quello estivo ma più resistente, con una forma uguale alla vasca e dimensioni più grandi di circa 40 cm. La maggiore estensione serve a fissare e sostenere i salsicciotti di ancoraggio, che stabilizzano il telo e ne impediscono spostamenti imprevisti.

 

Una variante del telo in PVC, classificabile comunque tra le coperture economiche, è quella a rete. La rete, realizzata con maglie finissime che lasciano passare l’acqua e bloccano lo sporco, è molto leggera e facile da installare grazie al sistema di molle e tiranti di ancoraggio con cui la si può tendere a pelo d’acqua.

 

Andiamo ora a vedere sistemi più complessi di coperture, più costosi ma anche più belli ed efficienti.

Di notevole impatto sono ad esempio le coperture gonfiabili, ovvero degli enormi palloni fissati al suolo, in cui la pressione si regola automaticamente grazie ad un sensore di pressione automatico che ne impedisce lo sgonfiamento. La resistenza ne consente l’utilizzo in qualsiasi stagione o condizione atmosferica, anche se l’ingombro è notevole, quindi sono sconsigliate negli spazi angusti.

 

Molto eleganti e funzionali sono le coperture a tapparella. Come si intuisce facilmente dal nome esse consistono in una vera e propria tapparella che, grazie alle guide laterali, si distende per tutta la lunghezza della vasca. Le dimensioni sono perfettamente identiche a quelle della piscina, quindi la copertura a tapparella deve essere fatta su misura. È adatta per tutte le stagioni perché molto resistente. I meccanismi di ultima generazione prevedono addirittura delle tapparelle elettriche, azionabili meccanicamente.

 

In ultimo citiamo la copertura telescopica. Questa è fatta da una serie di moduli che, uniti l’un l’altro, possono realizzare un vera e propria “stanza” intorno alla piscina. Il vantaggio consiste nel fatto che i moduli possono essere montati anche in parte, in maniera da coprire parzialmente la vasca. Le operazioni di montaggio sono semplici e veloci. Il costo invece è abbastanza elevato, ma un incentivo all’acquisto potrebbe essere rappresentato dalla possibilità di prolungare il periodo di utilizzo della piscina ben oltre il termine delle belle giornate estive.

Dai uno sguardo ai nostri sistemi di copertura

 

 

Principali operazioni di manutenzione della piscina

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sistemi di manutenzione delle piscine

Credi davvero che una volta scelta, installata e riempita la tua piscina non avrà più bisogno delle tue cure? Pensi di ricordarti della sua esistenza sono quando hai voglia di fare un bagno? Se è così sbagli di grosso prché l’a piscina è come un’auto di lusso, bella da vedere, ma richiede attenzione.

Una corretta manutenzione è fondamentale per non far invecchiare precocemente la tua piscina, per preservarne integrità e bellezza nel corso del tempo.

Manutenzione non fa necessariamente rima con fastidio, noia o scocciatura, perché può essere fatta con l’aiuto di strumenti e mezzi all’avanguardia in grado di farti risparmiare lavoro e tempo.

 

La manutenzione ordinaria di una piscina si divide sostanzialmente in due momenti, o in due operazioni, se preferisci: la pulizia dell’acqua e la pulizia del fondo e delle pareti della vasca.

 

Il trattamento dell’acqua prevede innanzitutto il controllo di due fattori chiave, ovvero il Ph e il cloro. Questo controllo può essere fatto manualmente, ma anche affidato ad apparecchiature elettroniche nel caso di piscine pubbliche, in cui le verifiche devono essere più precise e frequenti.

Il valore ottimale per il Ph deve essere compreso tra 7,2 e 7,4, mentre il valore del cloro libero presente in vasca deve essere compreso tra 0,6 e 1,0 ppm (parti per milione).

Il valore del Ph tende ad alterarsi nel corso del tempo, in particolare tende ad aumentare. Il cloro, invece, si disperde e svanisce a causa del processo di ossidazione o dei raggi UV che lo distruggono. Per questo si rendono necessarie delle correzioni in corso d’opera.

 

Il processo attraverso il quale si aumenta il valore del cloro viene definito clorazione o superclorazione (immissione notevole da ripetere quando incomincia una nuova stagione e, successivamente, con cadenza bisettimanale) e si realizza con l’acido tricloroisocianurico in pasticche da sciogliere in acqua.

Talvolta, soprattutto quando si deve disinfettare l’acqua in maniera massiccia, si è costretti ad usare grandi quantità di cloro che poi resta in eccesso. Anche in questi casi la chimica viene in soccorso visto che esistono dei prodotti sequestranti di cloro, indispensabili per il riequilibrio.

Un falso mito da sfatare riguarda l’odore di cloro troppo forte. Questo fenomeno, infatti, sta ad indicare una carenza di tale elemento chimico, non un eccesso, come siamo portati erroneamente a pensare.

 

Anche il Ph va tenuto sotto controllo ed eventualmente “aggiustato” con uguale solerzia. Un valore inferiore a 7,0 sta ad indicare un’acqua troppo acida, in cui si potrebbero corrodere gli oggetti metallici immersi; viceversa un valore superiore a 7,4 indica che l’acqua è basica, cioè un habitat ideale per favorire lo sviluppo di incrostazioni calcaree, flora batterica e alghe.

Un Ph troppo alto rende l’acqua “dura”, dall’aspetto torbido, e può anche essere causa di pruriti o irritazioni della pelle.

 

Un’operazione utile a mantenere l’acqua limpida integrando il lavoro svolto dai filtri è il trattamento di flocculazione, necessario proprio per eliminare i più piccoli intorbidamenti.

Per la disinfezione dell’acqua esistono anche dei metodi alternativi che non prevedono l’utilizzo di cloro tradizionale ma si basano ad esempio sull’elettrolisi del sale, con la quale è proprio il sale a trasformarsi in cloro.

 

Qualora nell’acqua si manifestasse la presenza di alghe, funghi o altri batteri bisognerebbe intervenire con dei prodotti chimici specifici, il cui utilizzo deve essere incrementato in caso di forti piogge e temporali.

Tra gli agenti chimici più usati in questi casi citiamo il biguanide e il bromo, oltre all’ossigeno che brucia i batteri e i micro organismi perché è un ossidante.

 

Andiamo dunque a vedere quali sono le operazioni di manutenzione indispensabili per la pulizia del fondo e delle pareti.

Innanzitutto tieni presente che le alghe o i funghi  appena descritti possono essere una causa di impurità della tua vasca. Se noti delle macchioline verdi (o nere, nelle piscine verniciate), oppure ti accorgi che le pareti ed il fondo solo scivolosi, devi immediatamente ricorrere ai trattamenti sopra elencati, avendo cura di spazzolare bene le zone interessate prima di rimuovere i depositi con l’aiuto di una scopa aspirante.

Inutile sottolineare come in questa fase sia opportuno evitare la balneazione sino al completo ripristino delle condizioni ottimali.

 

Molto fastidioso e antiestetico è anche il deposito di calcare nella vasca o sulla battigia, così come l’accumulo di sostanze organiche oleose che racchiudono sporcizia e smog. In questi casi bisogna assolutamente ricorrere a prodotti specifici che ne aiutino la rimozione. Per fare un lavoro a regola d’arte si deve svuotare la piscina e strofinare il fondo e le pareti con una spugna intrisa di tali prodotti.

 

Come ti abbiamo anticipato all’inizio del paragrafo puoi cercare di risparmiare una grossa parte di lavoro e tempo utilizzando degli strumenti e prodotti specifici. Ecco ad esempio una serie di apparecchi automatici per il trattamento dell’acqua e un elenco completo dei migliori agenti chimici.

 

Anche per pulire l’interno della vasca puoi scegliere delle soluzioni automatizzate. In particolare esistono i cosiddetti robot pulitori. Questi possono essere idraulici o elettronici. I primi sono più economici perché coadiuvano il sistema di filtraggio già presente, appoggiandosi agli skimmer, i secondi sono più costosi ma capaci di lavorare in autonomia, in velocità e sfruttando un filtro dedicato in cui raccolgono lo sporco.

 

Accessori, arredo e benessere

accessori-piscine

accessori piscine

Parlare di accessori per piscine significa addentrarsi nell’esplorazione di un mondo vasto e suggestivo, in cui i prodotti disponibili sono così numerosi e vari da stimolare la fantasia di tutti e soddisfare ogni tipo di desiderio.

Gli accessori in molti casi sono veri e propri elementi d’arredo e spesso sono funzionali ad aumentare il benessere psicofisico di chi li possiede, ad esempio favorendo la necessità di relax o di sport. Puoi pensare agli accessori della piscina come a quelli di un’auto di lusso.

 

Proveremo ad elencarli tutti, così da offrirti un panorama completo e la massima possibilità di scelta, ma è giusto precisare che riteniamo alcuni di essi assolutamente indispensabili per chiunque decida di costruire una piscina interrata.

 

 

Must have

  • Scale e scalette. Argomento già ampiamente trattato in precedenza, crediamo sia impossibile che tu non abbia ancora compreso quanto possano essere essenziali. In metallo, plastica o sommersa. Devi solo scegliere quella che preferisci!

 

  • Trampolini. Ideali per il divertimento dei bambini ma anche degli adulti, molto apprezzati dagli sportivi. I trampolini possono essere installati nella zona più profonda della piscina (circa 2,5 metri). Sono generalmente fatti in vetroresina, con il piano antiscivolo e antisdrucciolo, ed hanno forma rettangolare. I modelli più evoluti possono presentarsi ricurvi, con uno stile più elegante e ricercato.

 

  • Fari subacquei. Sono utili sia per usare la piscina anche nelle ore serali o notturne, sia per conferire alla stessa e al giardino un aspetto suggestivo. I fari non sono assolutamente rischiosi per la salute e anche il cambio della lampada interna non è affatto difficile (quando sostituisci una lampada ricorda che è preferibile cambiare anche la guarnizione esterna). le lampade possono essere di diverso colore, a seconda delle preferenze. L’installazione, però, deve essere decisa e predisposta in fase di costruzione della struttura.

 

  • Recinzione. Inserita tra gli indispensabili la recinzione può essere definita tale solo nel caso in cui non si disponga di un’alternativa naturale (ad esempio una siepe), capace di proteggere i bagnanti sia dal vento che da sguardi indiscreti.

 

Abbiamo già parlato delle piscine senza cloro e dei pulitori automatici, ovvero di comodità che si trovano nel limbo tra gli accessori indispensabili e quelli extra, ma vogliamo inserire in questa categoria altri due elementi:

 

  • Sistema di riscaldamento. Se hai una buona disponibilità economica ti consigliamo di non pensarci un attimo per decidere di riscaldare l’acqua della tua piscina. Questo ti consentirà di anticipare la stagione dei bagni in primavera e prolungarla al termine del periodo estivo. Il riscaldamento può avvenire tramite l’utilizzo di pompe di calore, riscaldatori elettrici, caldaie, scambiatori o pannelli che trasformano l’energia solare. Tutti questi sistemi servono ad immettere acqua calda in vasca utilizzando i circuiti dell’impianto di filtraggio.

 

  • Docce solari. Sicuramente stai pensando che non è indispensabile avere una doccia ulteriore nel solarium quando si ha l’alternativa di un bagno in casa. Questo è vero solo in parte. La comodità e la relativa economicità di una doccia solare è quasi impareggiabile. Permette ad esempio di risciacquarsi dal cloro senza essere costretti a bagnare l’interno dell’abitazione, sporcandola. Inoltre questo tipo di doccia deve essere collegata solo alla linea dell’acqua fredda, poiché sfrutta l’energia solare per riscaldarla, consentendo anche un grande risparmio economico.

 

Accessori extra

  • Scivoli. Ovviamente per poter installare uno scivolo servono spazi esterni adeguati e una profondità dell’acqua congrua. Se ci sono queste condizioni e hai voglia di divertimento lo scivolo è senz’altro il top, un evergreen senza pari.

 

  • Idromassaggio. Perfetto per i momenti di relax e per l’idroterapia, l’idromassaggio deve essere installato in una zona bassa, dove ci si può sedere e godersi le bollicine infinite che massaggiano la pelle. Esistono diverse tipologie di idromassaggio: ci sono le bocchette da parete, quelle da fondale (i cosiddetti geyser), le panche e i lettini, ognuna con una funzione e dei pregi specifici.

 

  • Fontane e cascate. Realizzate con macchinari che ne riproducono artificialmente l’effetto, sono ideali per la loro funzione scenografica di livello eccelso.

 

  • Nuoto contro corrente. Consiste in un apparecchio, installabile sia in fase di costruzione che in un secondo momento, che produce un flusso regolabile di acqua e aria in grado di simulare il nuoto contro corrente. In questo modo i più sportivi potranno allenarsi nuotando all’infinito senza realmente muoversi nello spazio. Molto indicato per le piscine di piccole dimensioni in cui si voglia avere la libertà di nuotare.

 

  • Hydrocyclette. Anche questo accessorio è per persone che amano lo sport o che hanno necessità di fare esercizi specifici (ad esempio recupero funzionale o cardio-fitness). Le biciclette, anche dette hydrobikes, sono costruite in acciaio inox e resistono senza problemi a lunghi periodi di immersione; non hanno bisogno di ancoraggi e possono essere rimosse nei periodi di inutilizzo.

 

  • Altoparlante subacqueo. Non pensiamo che abbia bisogno di descrizioni approfondite. Si tratta di un accessorio perfetto per tutti quelli che amano rilassarsi in acqua ascoltando la propria musica preferita.

 

  • Allarme caduta in acqua. Si tratta di un sensore che rileva il peso dei corpi immersi in acqua e fa scattare l’allarme nel caso in cui questi superino i parametri preimpostati. Perfetto per chi ha dei bambini piccoli che giocano liberamente nei pressi della piscina.

 

  • Impianti di deumidificazione. Sono indicati per le piscine posizionate in locali chiusi perché, oltre alla funzione deumidificatrice, generalmente sono progettati anche per riscaldare l’ambiente circostante.

 

Accessori per piscine sportive

Questi accessori sono utili solo a chi debba realizzare una struttura ad uso prevalentemente o esclusivamente sportivo. Data la loro particolarità sono anche piuttosto costosi.

 

  • Bubble machine. È un meccanismo che serve a chi deve tuffarsi da un trampolino molto alto. Serve infatti a creare una sorta di cuscino di acqua ed aria nella zona di impatto del tuffatore per evitare i rischi connessi ad un ingresso in acqua non perfetto. Il meccanismo può essere azionato a distanza con un telecomando.

 

  • Pareti mobili. Queste pareti si muovo su rotaie in acciaio e servono a dividere la vasca in più parti, per consentire lo svolgimento di più attività in maniera separata e indipendente l’una dall’altra.

 

  • Fondo mobile. Ha la caratteristica di potersi sollevare fino alla superficie della piscina e favorire ad esempio il posizionamento delle hydrobikes o la manutenzione con pulitori automatici. Il meccanismo di movimento è incorporato nelle pareti laterali.

 

 

Norme per la sicurezza dentro e fuori dall’acqua

Ecco infine una serie di norme basilari, piccoli accorgimenti, per evitare incidenti sia dentro che fuori dalla tua piscina.

 

  1. Non entrare in acqua in maniera improvvisa ma bagnati gradualmente.
  2. Evita le esposizioni prolungate ai raggi solari, soprattutto nelle più calde ore estive.
  3. Lascia che passino 3 ore dopo il pasto prima di fare il bagno.
  4. La regola n° 2 è ancora più importante se hai bevuto alcolici.
  5. Se non sai nuotare, o non sei in condizioni fisiche ottimali, evita di fare il bagno quando sei da solo.
  6. Se non sai nuotare, non avventurarti nella parte profonda della vasca.
  7. Evita di correre nelle zone bagnate, anche se queste sono costruite con materiali antiscivolo.
  8. Non utilizzare apparecchiature elettriche in vasca o in prossimità dell’acqua.
  9. Non cercare di aprire il faretto per la sostituzione della lampada finché sei in acqua.
  10. Presta attenzione ai bambini, anche se hai installato allarmi per la caduta in acqua.
  11. Fai attenzione che le scalette siano fissate in maniera adeguata e stai attento a non scivolare mentre sali.
  12. Controlla che non ci siano persone sotto di te mentre usi la scala o mentre ti tuffi dal trampolino.
  13. Ricorda che i trampolini sono progettati per reggere il peso di una sola persona per volta.
  14. È preferibile avere uno o più salvagenti in prossimità della piscina.
  15. La raccomandazione più importante: usa il buon senso.

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